Chi l'ha detto che l'archeologia riporta alla luce solo inanimate rovine? Per il cibo l'archeologia è vita e dal passato tornano a rivivere prodotti e materie prime.

Il Montebore veniva prodotto da monaci dell'abbazia di S. Maria di Vendersi e resiste sulle tavole per secoli. Nel XII secolo, fonti documentarie attestano una cinquantina di forme inviate come omaggio da un benestante di Tortona ad un alto prelato. La raffinatezza del prodotto sembra già consolidata nel 1489, quando fu l'unico formaggio servito al banchetto nuziale di Isabella d'Aragona e Gian Galeazzo Sforza.

Ma noi dei Colli del Bio siamo tanto alla Storia con la S maiuscola che alla micro storia, quella delle persone, degli animali, delle valli che insiem la tessono quella Storia.

Nel caso del Montebore, la Storia si chiama Carolina Bracco, l'ultima depositaria dell'antica tecnica di lavorazione casearia tradizionale. Maurizio Fava, tra i più noti sommelier e promotore delle attività di Slow Food, l'ha rintracciata e Roberto Grattone e Agata Marchesotti hanno appreso la tecnica, portando a termine un'opera di 'salvataggio' di un patrimonio enogastronomico importantissimo. Oggi sono loro a produrre insieme a Cascina Ca' Bella. 

La produzione è concentrata nei comuni della Comunità montana Terre del Giarolo, in particolare a Mongiardino Ligure (provincia di Alessandria)