Si , perche’ qui il Carnevale si svolge due volte l'anno: d'inverno (sabato grasso) e in estate (16 agosto) con il nome di Carnevale Bianco.

 

E’ un paesino piccolo, molto caratteristico crocevia di passaggi nell’antichita’che hanno lasciato traccia di parecchie culture non a caso poco lontano si trova il famoso punto delle quattro province: un luogo in cui si incrociano quattro province Pavia, Alessandria, Genova e Piacenza

 

Ritorniamo al Carnevale; in entrambi gli appuntamenti il festeggiamento prevede gli stessi rituali: il corteo, le danze che festeggiano il matrimonio tra il "brutto" e la "Povera Donna", la cena e il ballo serale.

 

Il corteo carnevalesco e’ quasi una parodia del corteo nuziale composto, oltre che dalle maschere spontanee, da alcuni personaggi sempre presenti, con un particolare ruolo.

 

Il Brutto e sua moglie, la Povera Donna, sono personaggi interpretati da uomini. La Povera Donna indossa umili abiti contadini, uno scialle e un fazzoletto in testa. Durante il corteo viene talvolta trasportata su una slitta di legno (detta lesa) trainata da un cavallo.

 

Il brutto indossa un abito ornato da strisce di stoffa colorate e un cappello ricoperto di pellicce, e segue il corteo a cavallo. A questa coppia si affiancano: i secondi brutti, i genitori della Povera Donna, analogamente poveri, che portano come dono una gallina dentro un cestino; i terzi brutti, i genitori dello sposo, vestiti invece elegantemente da cittadini; gli arlecchini o testimoni, che indossano abiti bianchi (vecchie camicie da giorno femminili con ricami e pizzi) che hanno funzione anche da moderatori del corteo.

 

Alle maschere principali si uniscono i musicisti di piffero e fisarmonica (strumenti tipici di questa valle, protagonisti del carnevale e di tante serate in valle) e i ballerini, soprattutto bambini e giovani, con il costume montanaro.

 

La festa inizia il sabato grasso. Nel primo pomeriggio, il corteo si raduna davanti alla casa della Povera Donna dove i suonatori eseguono lo stranòt del ciclo matrimoniale con il quale la sposa viene invitata ad uscire di casa per dare inizio al corteo nuziale. Durante il percorso vengono effettuate delle soste nei cortili di alcune case in cui vengono offerti cibo e bevande. E’ una grande festa in cui si offrono i prodotti del territorio come il classico pane e salame di Varzi DOP con un buon bicchiere di Bonarda dell’Oltrepo’

 

Una volta arrivati nella piazza dove li attendono i paesani, abitanti delle frazioni vicine e turisti, cominciano le locali danze tradizionali, note come danze delle Quattro Province, ancora oggi diffuse nella zona e seguite con passione dagli abitanti di Cegni.

Si tratta di danze in cerchio quali piane, alessandrine, monferrine, danze di coppia come polche, gighe. Nella fase piu’ importante della festa, il Brutto e la Moglie danzano un antico Ballo della Povera Donna, simbolo dello svolgimento del rito carnevalesco.

Il carnevale si conclude in serata con una cena comunitaria seguita dal ballo.

Una cena in cui si degustano i prodotti tipici del luogo, eccellenze che provengono dalla storia del territorio come il salame di Varzi DOP, la Bonarda dell’Oltrepo’ e la famosa torta di Mandorle di Varzi.

 

Il carnevale, a Cegni, dopo una interruzione di circa vent'anni dovuta allo spopolamento delle zone montane e’ stato recuperato negli anni 70. La festa e il rito si presenta con i caratteri propri di un fenomeno radicato nella recuperando forme espressive ed usanze conosciute dai più giovani tramite il racconto degli anziani.

 

Il pretesto e’ quello di festeggiare, di mantenere in vita un rituale vecchissimo ricco di storia e tradizioni e mangiare bene, in compagnia.

 

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