I documenti più antichi riportano la coltivazione del Moscato in Piemonte sin dai primi anni del 1300. Il termine "Moscato" compare proprio nel Medio Evo con il significato di "profumato". Questo nome viene dal Tardo Latino "muscus" o “muscatus”. All'origine la parola si riferiva ad un'essenza utilizzata nella più pregiata profumeria . Il moscato piemontese, già prodotto nel 1300 e 1400, vide il suo splendore soprattutto a partire dalla seconda metà del 1500, quando nuove condizioni storiche si manifestarono nella regione.

Altra corrente di pensiero fa derivare il nome di questo vitigno dall'appellativo dato dai latini alle sue uve: dette Apianae da Columella e Plinio, Apicae da Catone, ad indicare la particolare predilezione che le api avevano per gli acini dorati e ricchi di zucchero.

I Colli del Bio vi propongono due tipologie di Moscato dei Colli tortonesi e quello d’Asti DOCG

L'Indagato il Moscato di Claudio Mariotto Il mu sca tè in dialetto Moscato

Costretto a cambiare nome e' una delle "chicche" della produzione Mariotto Vinificato partendo da uve di proprietà, provenienti da vigneti posti nell'alta collina di Tortona, grazie al perfetto equilibrio di maturazione riesce ad accompagnare al tipico gusto fruttato e vivace sapori freschi e suadenti grazie alla finezza delle bollicine.

Adatte al clima Tortonese, in queste colline le viti di Moscato sono allevate nei terreni marnoso-calcarei, da oltre due secoli.

Caratteri distintivi sono colore: giallo paglierino o dorato più o meno intenso;

Odore: caratteristico e fragrante;

Sapore: dolce, aromatico, talvolta frizzante, caratteristico dell'uva moscato;

Alcolicità minima: 11°;

Abbinamenti gastronomici

Il Moscato Bianco dei colli tortonesi, dotato di caratteristica fragranza ed equilibrata dolcezza, da solo o miscelato in cocktail alla frutta, è un ottimo aperitivo. Ideale compagno di dessert anche a base di cioccolato (ottimo con i baci dorati di Tortona  o la torta di mandorle di Varzi de la Galaverna), si abbina bene con il gorgonzola o con formaggi di media stagionatura.

Adelasia” da una dolce storia che si perde nella notte dei tempi nasce un prezioso vino Moscato d’Asti DOCG

Il vitigno da cui nasce il Moscato d'Asti DOCG è il moscato bianco, vitigno aromatico diffuso in tutto il bacino del Mediterraneo fin da tempi antichissimi.

Il Moscato d'Asti DOCG è un vino che si presenta di colore giallo paglierino brillante; al naso sprigiona un profumo caratteristico, intenso, dall'inconfondibile aroma muschiato, a cui si aggiungono note fruttate e floreali di frutta gialla, fiori bianchi, salvia; in bocca è delicatamente dolce e fragrante.

Il disciplinare DOCG del Moscato d’Asti prevede un titolo alcolometrico compreso tra il 4.5% e il 6.5%. Questa bassa gradazione è responsabile del suo caratteristico equilibrio tra alcol e zuccheri, che gli dona un sapore dolce ed aromatico accompagnato da una gradevole vena acida.

A seconda delle metodologie usate nelle ultime fasi di produzione, questo vino può essere fermo o leggermente mosso.

ABBINAMENTO CIBO CONSIGLIATO

Tradizionalmente abbinato ai dolci, regge bene il confronto anche con molte pietanze salate, formaggi stagionati in particolare con i piatti speziati della cucina etnica.

Degno di nota l’abbinamento con frutta quali fichi e melone

Viene spesso confuso con l'Asti DOCG, che è uno spumante, mentre il Moscato d'Asti DOCG non prevede la presa di spuma (anche se mantiene una certa vivacità naturale).